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© 2019 Conoscere il narcisismo

ubrocel
25 ago 2018

Vorrei dire qualcosa...

1 commento

Chi è stato vittima di abuso narcisistico o soffre della sindrome di abuso narcisistico cerca sempre un sano conforto negli altri. In genere lo cerca in chi, come lei o come lui, ha subito il dolore dell’abuso e la rabbia dell’impotenza, ma soprattutto in chi afferma di comprendere bene la sua difficile condizione, anche se non ha mai subito abusi di sorta.

In genere la vittima fa questa ricerca, soprattutto per capire se stessa o se stesso. Sa che qualcosa in lei o in lui non va bene, ma sente nel tempo anche la rabbia che la/lo divora per aver permesso ad altri di manipolarla o manipolarlo. La nostra vittima si sente di fatto “manomessa” dentro e non si perdona per non essersi mai ribellata quando doveva. Ma poteva veramente ribellarsi quando doveva? E quando...doveva?

Non solo a mio parere, ma se alcuni di noi non fossero predisposti all’abuso narcisistico, ovvero se la nostra personalità non fosse maturata nel solco della predisposizione all’abuso infantile, adolescenziale e conseguentemente adulto, nessuno, nemmeno il feroce narciso, avrebbe potuto aggredirlo e quindi manometterlo così facilmente, perché il pericolo sarebbe stato da ambo le parti.

Veramente qualcuno di noi pensa che possa esistere il bene in assenza del male? E poi: siamo noi abusati: il bene; o sono oggi gli abusatori: il bene, il vero ed il bello?

Certo non ci sarebbero vittime se non ci fossero i carnefici, ma è altrettanto vero che non ci sarebbero carnefici senza vittime pronte a subire gli abusi narcisistici.

Chi crea quindi le vittime? E chi produce i carnefici?

Abbiamo subito abusi da adulti? Chiediamoci il perché. Forse qualcuno o qualcosa ci ha predisposti ad applaudire i narcisisti ed a subire da loro abusi senza mai fiatare? E perché mai, nella nostra cultura, la vittima sa sempre molto bene di essere una vittima, mentre il carnefice non sa quasi mai di essere un carnefice narcisista?

Vi ricordate la massima: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”?

Ebbene, si tratta di un vecchio adagio che trova le sue radici nell’antico pensiero filosofico o nelle sacre scritture rivelate. Perché un tale principio si realizzasse realmente, bisognerebbe che il male non facesse più parte di questo mondo e, naturalmente, di ognuno di noi. Purtroppo le cose non stanno così!

Personalmente, ricordo in questo caso la feroce battuta di una donna che si dichiarava ahi noi progressista: “tu non hai imparato a vivere, caro mio!”, con ciò volendo significare che io non avevo la personalità del vincente, del furbo o dello sgomitante e/o rampante, pronto a qualunque cosa pur di prendere e non dare mai nulla a nessuno. Ma se questa è la nostra cultura dominante, insegnata anche nelle scuole del Regno, magari anche dalle suore o dai preti, perché mai il narcisista dovrebbe sentirsi in difetto? Lei è una vincente! Lui è un vincente! Sono i primi della classe, perché mai dovrebbero adottare un comportamento più empatico, attento o rispettoso nei confronti degli altri? Come mai invece vivono tranquilli e senza alcun timore, sapendo di poter aprofittare dell’odore celestiale della vittima, poco prima di aggredirla?

Sembra si tratti di un destino perverso che fa si che alcuni esseri umani si trovino sempre nel campo dei cosiddetti “buoni zerbini, azzerbinati” ed altri, più corazzati, nel campo dei cosiddetti cattivi manipolatori che si puliscono i piedi su quegli stessi zerbini.

Ma chi è oggi considerato vincente: lo zerbino o chi si pulisce i piedi nello zerbino?

Evito naturalmente di rispondere e lascio a voi la scelta.

 

Ma veniamo al punto che mi sta più a cuore: è bene o no dire dire ad un narcisista che è un narcisista?

 

Come ci spiega Mara, l’idea di H.G. Tudor è che, anche a seconda del tipo di narcisista presente, sarebbe meglio non farlo.

Ma siamo certi che sia giusto così?

Nell’economia della nostra salute del momento sembrerebbe in effetti più saggio evitare di farlo ma, personalmente, mi chiedo e vi chiedo: quando mai una cultura potrà cambiare se la vittima non sfodererà mai la sua “mortido” in presenza della costante ricerca della “libido” manipolatoria del narcisista?

Lo so, la cosa è molto rischiosa per le vittime, ma purtroppo va fatta!

Noi tutti siamo fatti di energia cosiddetta positiva (libido) e di energia cosiddetta negativa (mortido). Usare l’energia negativa solo contro noi stessi, soffrire e quindi deprimerci fa molto male soltanto a noi e non certo al narcisista! Quindi?

Cominciamo col far capire ai narcisisti che la musica è cambiata, perché non è certo allontanandosi dai narcisisti che guariremo le nostre ferite. Men che meno pensando di selezionare le amicizie o le conoscenze, i datori di lavoro, le mogli o i mariti in base ad una preventiva verifica delle loro condizioni psichiche o di eventuali loro disturbi di personalità. Facendo così si vivrà solo nel terrore di ricadere prima o poi nell’incubo dell’abuso.

 

Mara Official
27 ago 2018

Interessante analisi, grazie!

I post più recenti
  • elenavillani73
    ott 15

    Ciao a tutti...mi chiamo Elena...sto passando un periodo bruttissimo della mia vita...matrimonio...lavoro.. amici famiglia...non c'è più niente che mi dia gioia...piu niente che funzioni...io non so se la persona a cui ho permesso di ridurmi così sia un narcisista patologico ...ma tante delle cose che mi sono successe nell ultimo anno mi portano a pensare che sia così...mi vergogno e mi sento ferita , sono furente con me stessa per essermi lasciata ridurre in questo stato ...ho perso dieci chili nel giro di 6 mesi...ma questo sarebbe niente in confronto alla sensazione di essere una barca alla deriva senza ragioni di vita...e alla consapevolezza di non avere nessuno con cui poter condividere quello che sento...devo andare a letto ...sveglia alle 5.30...e spero di dormire...tornerò domani per raccontare la mia storia...spero di essere accolta...spero che raccontare mi aiuti e aiuti ch sta provando questo dolore....grazie ...buonanotte...a presto ...
  • Viki Ders
    set 29

    cos penso? che sto male, mi sono fatta del male da sola, ho peccato di presunzione, che a distanza di 9 anni, essendo io diversa, lo avrei potuto legare a me, non so perché ne ho sempre provato un'attrazzione strana, forte, una carica sessuale diversa, ma lui è sempre lo stesso, anzi piu' agguerrito di prima, e fattore non secondario, sembra ancora legato alla ex, che spero abbia ritrovato, grazie a me, da potermi liberare definitivamente, per il resto della mia vita. spero solo di non doverne sapere piu' niente, mai piu', che almeno questa volta da lassù mi aiutino.Non voglio mai piu' sapere nulla di lui, da vivo o morto. In fondo non è chiedere tanto. sono solo disperata, la mia solitudine, non accenna ad abbandonarmi, essere sempre single, ed attrarre solo morti di sesso, mi ha decisamente sfiancata. Vorrei tanto una persona al mio fianco e stare bene. Non so com'è!
  • Tiziana Germani
    set 11

    Buonasera a tutti...volevo condividere con voi la mia storia durata purtroppo ben dodici anni e finita il primo di settembre con uno scarto da parte mia ma ovviamente manipolato da lui...essendo una storia davvero pesante (carcere,malattia,ospedale...) chiedo il permesso perché avrei un gran bisogno di sentirmi compresa in questo momento per me così terribile ma allo stesso tempo temo sia un po' "forte" pur tacendo per pudore e rispetto la parte riguardante la violenza fisica...grazie se mi si consente ed un abbraccio a tutte voi...